Il ritratto nella storia – AUTORITRATTO

Dopo una breve riflessione sulla funzione del genere ritratto ed autoritratto, nel presente e nel passato, i partecipanti sono stati coinvolti in un laboratorio centrato sulla riflessione introspettiva. Un modo per raccontarci a vicenda, superando le timidezze iniziali.

2 ore

Over 65 (ma con piccoli accorgimenti è adatta a tutte le età, anche a nonni con nipoti o anziani con bambini).

Ciascuno ha lavorato sul proprio ritratto, realizzato con una tecnica veloce semplice ma efficace,  esprimendo se stesso in modo grafico attraverso l’utilizzo di tecniche e materiali artistici: collage, pastelli ad olio, lettering, disegno, caviardage.

– Cartoncino nero 40×40 cm
– Proiettore o luce direzionabile molto potente
– Matita bianca
– Carta e materiali vari per collage
– Vecchie pagine di romanzi
– Pastelli a olio
– Matite colorate morbide
– Forbici/ cutter
– Colla stick.

Si piega il cartoncino a metà in modo che diventi autoportante.

Facendo sedere ogni partecipante vicino ad un muro, se ne disegna, sul cartoncino nero, l’ombra del profilo proiettata dalla luce del proiettore.

Lasciando intatti bordo superiore ed inferiore, si ritaglia lungo la linea del profilo del volto in modo che si possa piegare.

Si avrà così a disposizione un ritratto neutro su cui intervenire con varie tecniche in modo da raccontare qualcosa di se stessi, trasformando l’immagine in un autoritratto che ”rende visibile l’invisibile” (P. Klee).

È possibile intervenire con il collage, con il disegno, recuperando solo alcune parole che ci colpiscono particolarmente dalle pagine stampate, in modo astratto con i colori; il fine è raccontare qualcosa del sé non visibile con i soli occhi.